Wednesday, 26 April 2017

La "rottamazione" del Belpaese [ 1 ]



Prendendo spunto da un recente viaggio in bici dal nord a sud del nostro Bel Paese, viaggio in cui mi sono imbattuto in una serie interminabile di episodi di degrado legati all’ambiente, mi sono deciso a mettere giù questo breve reportage il cui obiettivo è mettere giù e far così vedere, con una certa crudezza, l'altra faccia di un Paese antico e nobile, ricco di bellezze architettoniche e naturali uniche al mondo ma al tempo stesso troppo spesso abbandonato al degrado più assoluto fatto di profonda disattenzione e tanta maleducazione. Una vera e propria “piaga nazionale” che certo non può scappare a chi, soprattutto, viaggiando a piedi o in bicicletta, può disporre di un “osservatorio” assolutamente privilegiato a cui nulla sfugge, riuscendo pertanto a vedere ciò che lo circonda senza filtri, ancor meglio se lontano da pregiudizi e luoghi comuni.
Le testate giornalistiche più note, le centinaia di riviste incentrate sulla promozione turistica, i sempre più nauseabondi e ripetitivi blog come tutta l’illustre letteratura dei racconti di viaggio preferisce girarsi dall’altra parte e far vedere un’ Italia che, in buona sostanza, troppo spesso non c’è.
Spazzatura abbandonata ovunque, ai margini delle strade, nei corsi d’acqua, nei parchi e giardini pubblici. 

Ma di chi è la colpa ? Si va dai bambini che alle otto del mattino vanno a scuola e consumando la propria merenda mattutina trovano naturale liberarsi della carta della pizzetta gettandola sul marciapiede senza ovviamente essere ripresi in alcun modo dai loro genitori … ma poi, risalendo la graduatoria, troviamo i camionisti di mezzo mondo che si liberano del proprio sacchetto semplicemente abbassando il finestrino, ci sono i clandestini del lavoro in nero che smaltiscono alla prima curva le macerie di bagni e cucine appena rifatti, ci sono quelli che tagliano l’erba del proprio bel giardino e poi la buttano con tanto di sacco nero nel primo fosso che incontrano, e su su risalendo un’infame graduatoria dove non è difficile intravedere vere e proprie “municipalizzate” che non potendo conferire legalmente in discarica i rifiuti messi assieme con la “raccolta differenziata”, ebbene non trovano di meglio che fermarsi alla prima piazzola e abbandonare il fetido malloppo proprio lì.


A parte tutte le valutazioni etiche, antropologiche e filosofiche che ciascuno di noi potrà sempre inventarsi, rimango del parere che il degrado, nelle sue diverse ed infinite sfaccettature, abbia un peso economico colossale sul nostro sempre più magro PIL nazionale, chi vede “certe cose”, infatti, da noi non ci torna più !!










.... il bello è che io amo veramente il mio "Bel Paese" !!


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